mercoledì 21 dicembre 2011

Naschid'est in sa capanna - Canto di Natale tradizionale della Sardegna

Questo è "Naschìd'est in sa capanna", un canto tradizionale della mia terra, la Sardegna, eseguito dal coro "Bachis Sulis" di Aritzo, un paese della procinvia di Nuoro.
Subito dopo il video si può leggere il testo in sardo con la traduzione in italiano. 
Molto bello!





 

Naschìd’est in sa capanna

Naschìd’ est in sa capanna
poberitta de Betlem
in sa notte pìus manna
de su chelu s'altu Re!

“Gloria! Gloria!” cantan’ in chelu
lughidos anghelos pro s' altu Re ;
"Paghe vittoria!" s' as bonu zelu ,
anima povera, cantan pro Te.

E in giru a sa domitta
de anghelos si falat
una truma beneitta
chi olende s'allumat.

E benian sos pastores
Incantados crè no crè
e a cussos isplendores
appuntan lestros su pè.

E narat dognunu in coro:
“Bambineddu, innoghe sò,
non ti atto pratta et oro
ma cust’ anima ti dò.”

E’ nato nella capanna

E’ nato nella capanna,
poverella di Betlem,
nella notte più grande
il sommo Re del Cielo!

Gloria!Gloria!Cantan nel Cielo,
sfolgoranti angeli per il sommo Re,
“Pace e vittoria” a quelli di buona volontà,
anima povera, cantan per Te.

E intorno alla casetta
Una moltitudine benedetta di Angeli
Vola illuminandola.


E venivano i pastori
Incantati ed increduli
E di fronte a quello splendore,
affrettavano il passo.

E diceva ognuno in coro:
“Bambinetto sono qui,
non ti offro argento e oro,
ma ti dono quest’anima.
incantati ed increduli,
e di fronte a quello splendore

Astro del Ciel

Tutto si trasforma nel tempo,
ma alcune cose devono le stesse, perchè non potranno mai essere sostituite. 
In questo, come nei Natali passati, si cerca di creare la cosidetta "atmosfera natalizia" ricorrendo a luci e addobbi, tra cui tante "new entry" veramente orripilanti.
Meglio ascoltare un canto tradizionale di Natale, "Astro del Ciel" per notare la differenza. 
Pubblico un video in cui il canto è eseguito nella versione originale tedesca dal titolo "Stille Nacht".
L'esecuzione è veramente bella e vale la pena ascoltare.
Lo dedico a chi si sente triste in queste feste non solo a causa della crisi..



http://www.youtube.com/watch?v=8e5XtjQ7Fy4&feature=related



Storia del Presepio

"Era il 1223, circa due settimane prima della Natività e Francesco dimorando nel romitorio di Fontecolombo chiamò il suo amico Giovanni Velita, signore di Greccio, invitandolo a preparare quanto sarebbe servito
per la celebrazione natalizia: " 'Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello'.
Appena l'ebbe ascoltato, il fedele e pio amico se ne andò sollecito ad approntare nel luogo designato tutto l'occorrente, secondo il disegno esposto dal santo. E giunse il giorno della letizia, il tempo dell'esultanza! Per l'occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s'accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia.
Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l'asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme. Questa notte è chiara come pieno giorno e dolce agli uomini e agli animali! La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero. La selva risuona di voci e le rupi imponenti echeggiano i cori festosi. I frati cantano scelte lodi al Signore, e la notte sembra tutta un sussulto di gioia.
Il Santo è lì estatico di fronte al presepio, lo spirito vibrante di compunzione e di gaudio ineffabile. Poi il sacerdote celebra solennemente l'Eucarestia sul presepio e lui stesso assapora una consolazione mai gustata prima. Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali, perché era diacono, e canta con voce sonora il santo Vangelo: quella voce forte e dolce, limpida e sonora rapisce tutti in desideri di cielo. Poi parla al popolo e con parole dolcissime rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme.
Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù, infervorato di amore celeste lo chiamava 'Bambino di Betlemme', e quel nome 'Betlemme' lo pronunciava riempendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva 'Bambino di Betlemme' o 'Gesù', passata la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole. Vi si manifestano con abbondanza i doni dell'Onnipotente, e uno dei presenti, uomo virtuoso (Giovanni Velita), ha una mirabile visione. Gli sembra che il Bambinello giaccia privo di vita nella mangiatoia, e Francesco gli si avvicina e lo desta da quella specie di sonno profondo.
Né la visione prodigiosa discordava dai fatti, perché, per i meriti del santo, il fanciullo Gesù veniva resuscitato nei cuori di molti, che l'avevano dimenticato, e il ricordo di lui rimaneva impresso profondamente nella loro memoria.
Terminata quella veglia solenne, ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia".
Estratto da:
Francesco d'Assisi e la Valle reatina
di Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it
Tratto dal sito http://www.presepedigreccio.it/index.php?module=loadContenuto&id=34&padre=27

domenica 4 dicembre 2011

Nino Rota

Dimenticavo: il 3 Dicembre cade il centenario della nascita di Nino Rota, autore di indimenticabili colonne sonore.
Siamo al 4 Dicembre 2011, ma comunque, in ricordo del grandissimo maestro, pubblico "The Immigrant" brano tratto dalla colonna sonora del mitico "The God Father" - in Italia "Il Padrino"- di Fancis Ford Coppola.
Se non erro il pezzo è del "Padrino Parte 2".


Ennio Morricone

Che dire........
E' semplicemente bellissima!
E la cornice, l'Arena di Verona? Waooo:)


venerdì 7 ottobre 2011

C'era una volta....




C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino. Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "guardate quel ragazzo quanto è maleducato...lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano" Allora la moglie disse a suo marito: "non permettiamo che la gente p...arli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì sull'asino. Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "guardate che svergognato quel tipo...lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino. Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "pover'uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino... e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere! Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio. Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta... gli spaccheranno la schiena! Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino... ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "guarda quei tre idioti...camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!" conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei... quindi: vivi come credi...fai cosa ti dice il cuore...ciò che vuoi...una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. quindi: canta, ridi, balla, ama...e vivi intensamente ogni momento della tua vita...prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi!
                                                                                   Charlie Chaplin