mercoledì 30 maggio 2012

A 166 anni dalla nascita di Peter Carl Fabergè



Il doodle Google di oggi è dedicato al 166° della nascita di Karl Gustavovič Faberže (30 Maggio 1846), noto come Peter Carl Fabergè, gioielliere e orafo russo, noto soprattutto per aver realizzato le famose uova d’oro,
smalti e pietre preziose, costruiti come le matrioske.


Il primo uovo venne realizzato nel 1885 su commissione dello Zar  Alessandro III Romanov, che lo donò alla zarina Maria Fyodorovna, sua moglie, in occasione della Pasqua. Da quell’anno questa “preziosa” donazione venne perpetuata fino al 1917 e Fabergè divenne “gioielliere di corte”.
Tra il 1885 ed il 1917 il gioielliere realizzò ben 57 uova, tutte diverse, che sono piccole e grandi opere d’arte orafa, attualmente custodite, per la maggior parte, al museo dell’Arsenale del Cremlino.
Ben 8 mancano all’appello.  Magari fossero a casa mia J)))
Da notare che la realizzazione di ogni uovo richiedeva un lavoro certosino di almeno un anno.
Fabergè è morto in Svizzera nel 1920.




Ogni uovo è... come dire ...., stupendo!
Meglio lasciar parlare le immagini!
Grazie Google per averci ricordato l'anniversario.

mercoledì 23 maggio 2012

23 Maggio 2012 : anniversario della strage di Capaci




E' un pò che non scrivo sul blog.
Non posso ignorare un giorno come questo. Perchè oggi non è una giornata qualunque, ma è l'anniversario della morte del Giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.







                                              foto scaricata dal sito www.agi.it


                                                                  fonte www.agi.it

            Si possono scrivere tante cose, ma a mio giudizio, è sempre meglio sentire parlare i diretti interessati. 
Su internet c'è tanto materiale, tanti video interessantissimi. A me personalmente è piaciuto molto questo e ho scelto di pubblicarlo sul blog perchè sento parlare un uomo forte e coraggioso e allo stesso tempo tanto triste.
Io l'ho sempre ammirato non solo per le sue capacità di magistrato, per l'acutezza e l'intelligenza, ma anche per le sue doti umane: mai una parola fuori posto, sempre sorridente, a tratti con un velo di tristezza, preciso, diretto, ma sempre cortese. Un signore come pochissimi. Quanto stridono i post che si possono leggere sotto i  video pubblicati su youtube dove i vari "commentatori", anzichè dialogare tra loro, uniti dal comune interesse per Falcone, si azzannano, si prendono a parolacce e lottano disgustosamente per chi la spara più grossa. Fuori luogo totale..... Clicchi "play"sul video e senti parlare un uomo da cui prendere esempio anche nel comunicare agli altri, nel rispettare il proprio interlocutore, che ha applicato il principio della coordinazione, della collaborazione tra più soggetti nel lavoro e che fanno i "fans"? Si scannano.....
Lo dico perchè il contrasto è veramente stridente e mi ha dato un fastidio.... 
Ma torniamo al video da me scelto, perchè voglio sottolineare un passaggio che continua a risuonare nella mia mente ed è quello in cui la giornalista Marcelle Padovani chiede a Falcone se qualche volta gli  capita di avere paura. E Falcone le risponde: "L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza". 
Mi sono chiesta quanti saranno stati i momenti di scoraggiamento, di solitudine, quante saranno state le notti insonni, quanta la paura o la tentazione di mollare tutto per vivere come un uomo qualunque - se mai questa idea gli è passata per la mente - che non deve essere costretto a rinchiudersi per ritardare il più possibile l'incontro con la morte. 
Mi viene il freddo solo a pensare alle telefonate anonime, alle lettere cariche di minacce che riceveva... Come si fa a non avere terrore??
In questi giorni ho visto tantissimi video, tante trasmissioni e mi sono resa conto di come Giovanni Falcone sia entrato nel cuore di tanti, tantissimi italiani. D'altronde, chi poteva avere le capacità di predisporre, insieme al Giudice Borsellino l'impianto accusatorio "a prova di bomba" che dal maxiprocesso ha retto fino alla sentenza della Corte di Cassazione, che niente e nessuno ha potuto ribaltare??? Nessun altro, appunto.
Ricordiamo e non solo oggi, la moglie di Giovanni Falcone, il Giudice Francesca Morvillo ed i coraggiosissimi uomini della loro scorta, di cui si parla sempre troppo poco, non so se per scelta dei loro familiari. E pensiamo anche a questi ultimi, che porteranno per tutta la vita un fardello davvero pesante. Come continuare a vivere dopo questi fatti? Con grande coraggio. Quello vero, non con la vigliaccheria di chi spara a tradimento o uccide con le bombe uomini di vero onore.



domenica 8 aprile 2012

Auguri di Pasqua a tutti!

In un mondo senza speranza, pieno di contraddizioni, povero d'amore e di carità, spesso crudele, guardiamo in alto, in cielo, verso Dio, che ci ha creato, che solo ci ama di un amore infinito e disinteressato e che sempre ci amerà qualunque sia il nostro peccato, se solo apriremo il nostro cuore a Lui. 
Non dimentichiamo mai che le braccia del Signore accolgono tutti senza distinzione alcuna. Ripeto: tutti noi, nella nostra unicità e diversità.
Provare per credere: niente può riempire il nostro cuore come l'amore di Dio.


Mi permetto di proporti una cosa: ascolta la musica, il canto del video e pensa, rifletti sulla tua vita, prega. 
Il video doveva essere un altro, con la stessa musica, ma non riesco a caricarlo (sono scarsa :-) , ma secondo me la musica e il canto del link a cui rinvio è più bello, perchè più toccante)

Buona Pasqua!

sabato 7 aprile 2012

Sarajevo 5 Aprile 1992 - 2012


"Restammo in casa davanti al televisore. Il presidente Izetbegović tranquillizzava la popolazione, la guerra in Croazia non si sarebbe spostata in Bosnia. Invitava a uscire tranquillamente nelle strade.
Invece la città era circondata. Su ogni altura cannoni, mortai, obici, kalashnikov, mitra, fucili di precisione.
L’Armija, il glorioso esercito jugoslavo che avrebbe dovuto proteggere la città, in realtà aveva svuotato le caserme. Per mesi, pezzo a pezzo, si erano portati via tutti gli armamenti per piazzarli sui monti intorno. Per difesa, era stato detto. Ormai era troppo tardi per chiedersi come mle armi di Sarajevo fosse puntate contro Sarajevo.
Gojko continuava a sperare.
“Non durerà… pochi giorni e ne saremo fuori. Abbiamo gli occhi del mondo addosso…”
Accompagnava frotte di giornalisti in giro per la città, a filmare i buchi delle granate, le immagini di quella popolazione civile inerme, disarmata.
“L’importante è far sapere quello che sta succedendo.”
Le kafane erano ancora piene di ragazzi che dicevano la loro, birre, sigarette e voci una sull’altra. Voci libere, certe di essere udite, di scavalcare quei monti per rotolare sui tavoli dell’Europa, forti, incisive.
I ragazzi credevano ancora che il mondo avesse orecchie. Il vecchio Jovan no. Era un ebreo serbo, di Sarajevo. Si toglieva le scarpe quando entrava in casa, come i musulmani, per rispettare la moglie. Non leggeva più i giornali, non ascoltava più i notiziari. Restava ore a guardarsi i piedi chiusi nelle babbucce di lana.
Era maggio. Mese di primule e tarassachi fioriti, di piccole rondini sulla riva della Miljacka.
Tutti si illudevan che fosse solo un attacco, nervosismo che sarebbe finito presto. Come un sisma che torna al suo posto.
Intanto gli ufficiali dell’Onu se ne andavano dalla casa di riposo di Sarajevo, si trasferivano a Stojčevac.
Intanto bruciavano l’Ufficio Postale e la caserma Maresciallo Tito.
Intanto si scoprivano cecchini appostati ovunque nella città. Era cominciata la vivisezione quotidiana. Quei mirini sofisticati che inseguivano le persone fino a vedergli il colore degli occhi, il sudore sotto il naso.
Chi erano quelli lassù? I cetnici, gli animali. Gente venuta da fuori o gente sgusciata fuori dalla città? Ragazzi che hanno risalito i monti strisciando per unirsi al demonio, uccidere i loro compagni di corso all’università, i loro amici di sempre…"
(Il brano è tratto dal libro "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini ed è pubblicato in estratto sul sito easjournal.net.  Per leggere la versione integrale clicca qui )


Vent'anni dopo l'assedio di Sarajevo


                                                  foto tratta dal sito www.corriere.it


                                                foto tratta dal sito www.ecodibergamo.it


"Ci saranno 11.541 sedie vuote, sistemate per una lunghezza di circa un chilometro lungo il viale Maresciallo Tito, la via principale di Sarajevo, in occasione del concerto organizzato per ricordare l’inizio, il 6 aprile 1992, della guerra in Bosnia ed Erzegovina. Una sedia per ciascuna delle vittime del lungo assedio della città, nel cui segno si era aperto e si concluse il Novecento, il “secolo breve” della violenza in Europa. «Quelle sedie saranno vuote poiché gli spettatori, tutti colpiti a morte, a questo concerto non potranno assistere», ha detto Haris Pasović, che lo ha organizzato. Il numero è quello delle persone uccise dai bombardamenti e dai cecchini, mentre non è possibile un conteggio preciso delle persone morte per gli stenti dell’assedio, il cui numero è comunque stimato in diverse migliaia, in massima parte vecchi e bambini"
(articolo tratto da osservatoreromano.va. Per leggerlo clicca qui


"A Sararajevo come a Srebrenica e in tutta la Bosnia, le Nazioni Unite hanno perso l’onore, mettendo in campo una forza di “protezione” che scese a patti con gli aguzzini e consentì, chiudendo gli occhi e lasciando pendere le armi senza usarle per salvare la vita agli innocenti, la fine di un’idea di Europa libera, civile e tollerante, ma soprattutto forte, capace di fermare lo spaventoso ripetersi della guerra etnica".
(brano estrapolato da un  articolo pubblicato su panorama.it
Per leggera la versione integrale clicca qui)

"Non sono un uomo, sono solo un bersaglio nel mirino di un cecchino" (Ozren Kebo)

foto scaricata dal sito wuz.it

Ci sono molti articoli interessanti su www.unacittà.it

venerdì 6 aprile 2012

Novena alla Divina Misericordia

Oggi, Venerdì Santo ricorre per noi cristiani la morte di Gesù sulla croce.
Oggi si può iniziare anche la novena alla Divina Misericordia, che è una preghiera potentissima, da fare in tante occasioni, ma soprattutto ora perchè Domenica dopo Pasqua è la festa della Divina Misericordia, così come stabilito dal Papa Giovanni Paolo II
Gesù Misericordioso dipinto secondo l'indicazione di Suor Faustina Kowalska.
Notare lo sguardo intenso di Gesù, pieno di amore per tutti noi.
Quando prego guardo spesso questa immagine: è bellissima, perchè da l'impressione che davvero Gesù sia davanti a me e, in realtà, lo è, ma in questo modo io posso dargli un volto umano.


lunedì 2 aprile 2012

il 2 Aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II



                                         In ricordo dell'amatissimo Papa





domenica 1 aprile 2012

Magia del cielo stellato


                                                 Esprimi un desiderio!